Una Ucraina o diverse Ucraine ? : la questione irrisolta delle minoranze etiche

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Mar 20, 2025 #politica, #Russia, #Ucraina

L’Ucraina, con la sua storia complessa e multietnica, ospita diverse minoranze etniche, tra cui gli ungheresi e i romeni. Entrambe queste comunità hanno radici profonde nei territori che ora fanno parte dell’Ucraina, ma negli ultimi anni hanno affrontato difficoltà crescenti dovute a politiche linguistiche, questioni territoriali e tensioni internazionali. Questo articolo analizza le sfide principali affrontate dalle minoranze ungheresi e romene, basandosi su dati e fonti recenti.

La comunità ungherese in Ucraina è concentrata prevalentemente nella regione della Transcarpazia (Zakarpattia), un’area storicamente contesa e culturalmente diversificata. Secondo il censimento del 2001, circa 156.600 ungheresi vivevano in Ucraina, rappresentando l’1,2% della popolazione del paese. La Transcarpazia, che confina con l’Ungheria, ha una lunga storia di appartenenza a diversi imperi e stati, tra cui l’Impero Austro-Ungarico.

Sfide linguistiche e culturali

Una delle principali difficoltà per la comunità ungherese riguarda la legislazione linguistica ucraina. La legge sull’istruzione del 2017, che limita l’uso delle lingue delle minoranze nei sistemi educativi al di sopra del livello primario, ha suscitato proteste sia da parte dell’Ungheria che della minoranza ungherese. Questa legge richiede che l’ucraino diventi la lingua principale di insegnamento nelle scuole, riducendo drasticamente l’uso dell’ungherese.

Il governo ucraino ha giustificato queste misure come necessarie per rafforzare l’unità nazionale, ma la comunità ungherese le ha percepite come una minaccia alla propria identità culturale. Budapest ha reagito con forza, bloccando i tentativi dell’Ucraina di rafforzare i legami con la NATO e l’Unione Europea fino a quando i diritti della minoranza non saranno garantiti.

Tensioni politiche e internazionali

Le relazioni tra Ungheria e Ucraina sono peggiorate a causa delle politiche di Kiev. L’Ungheria ha denunciato episodi di discriminazione contro la sua minoranza e ha persino concesso cittadinanza ungherese a molti cittadini ucraini di origine magiara, una mossa controversa che ha ulteriormente complicato le relazioni bilaterali. Nel 2020, tensioni si sono intensificate quando l’Ucraina ha accusato Budapest di interferire nei suoi affari interni sostenendo apertamente i candidati ungheresi alle elezioni locali nella Transcarpazia.

Difficoltà economiche

La Transcarpazia è una delle regioni più povere dell’Ucraina, e molti ungheresi affrontano difficoltà economiche significative. La migrazione verso l’Ungheria è diventata comune, con molti giovani che cercano opportunità migliori al di là del confine. Questo fenomeno ha ulteriormente indebolito la comunità locale, rendendo più difficile preservare la cultura ungherese nella regione.

La minoranza romena si trova principalmente nelle regioni di Chernivtsi e Transcarpazia. Secondo il censimento del 2001, circa 151.000 romeni vivono in Ucraina, sebbene alcuni esperti ritengano che il numero sia sottostimato. Come gli ungheresi, anche i romeni condividono una lunga storia di legami culturali e storici con il territorio che oggi è l’Ucraina.

Sfide linguistiche e educative

La legislazione linguistica ucraina ha avuto un impatto negativo anche sulla minoranza romena. Le scuole romene, tradizionalmente il fulcro della vita culturale di questa comunità, hanno subito restrizioni simili a quelle delle scuole ungheresi. La legge del 2017 è stata criticata dal governo rumeno, che ha chiesto all’Ucraina di rispettare gli standard europei sui diritti delle minoranze.

Molti romeni temono che queste politiche portino all’assimilazione culturale e alla perdita della loro lingua madre. Nonostante alcune promesse del governo ucraino di garantire il bilinguismo nelle regioni con una significativa presenza di minoranze, la situazione rimane tesa.

Difficoltà emerse con l’invasione russa

Dall’inizio dell’invasione russa, i diritti e la situazione generale dei romeni sono stati fortemente colpiti. La nuova legislazione sulle minoranze nazionali non ha cambiato significativamente la situazione della comunità rumena in Ucraina. Secondo un rapporto dell’Istituto di Studi Politici e Capitale Sociale (IPSSC), molti romeni in Ucraina si dichiarano insoddisfatti del clima socio-politico, dominato dalla paura e dall’incertezza. Le tensioni confessionali sono più sentite a livello nazionale, mentre a livello locale appaiono più mitigate.

L’IPSSC, attraverso interviste strutturate condotte tra il 1 agosto e il 15 settembre 2024, ha evidenziato che alcuni intervistati ritengono che i diritti della comunità non siano cambiati in modo significativo dall’inizio del conflitto, mentre altri sostengono che la situazione sia peggiorata a causa della mobilitazione militare e delle restrizioni imposte dalla legge marziale. Queste misure hanno aggravato paure e isolamento, causando anche difficoltà economiche.

Problemi educativi e culturali

I problemi causati dalla graduale ucrainizzazione delle istituzioni educative sono percepiti come una grave minaccia all’identità culturale rumena. La mancanza di risorse per l’istruzione in lingua rumena e l’assenza di finanziamenti adeguati hanno esercitato una notevole pressione sulla preservazione della lingua e della cultura rumena. Nonostante i diritti garantiti dalla Costituzione ucraina, l’applicazione inefficace di tali diritti complica ulteriormente lo stato della comunità sotto l’attuale pressione dell’invasione russa.

Tensioni transfrontaliere

Come nel caso dell’Ungheria, la Romania ha espresso preoccupazioni riguardo ai diritti della sua minoranza in Ucraina. Bucarest ha chiesto più volte a Kiev di modificare le leggi che limitano l’uso del romeno, ma senza ottenere risultati significativi. Tuttavia, la politica della Romania durante la guerra è generalmente apprezzata positivamente dalla comunità rumena, in particolare per il sostegno fornito nei momenti di crisi.

Interrogazione parlamentare sulla situazione dei romeni

L’interrogazione parlamentare E-003695/2023, presentata da Maria Grapini (S&D) il 25 luglio 2023, sottolinea le difficoltà affrontate dai romeni in Ucraina. La deputata ha evidenziato problemi nell’accesso all’istruzione in lingua rumena, nell’uso del romeno per scopi amministrativi e giudiziari, e nella preservazione dell’identità religiosa. Inoltre, ha riportato accuse di persecuzione dei leader ecclesiastici della comunità rumena, spesso oggetto di sospetti e pressioni da parte delle autorità ucraine per motivi etnici e religiosi.

La Grapini ha chiesto alla Commissione Europea quali misure vengano adottate per verificare e affrontare la situazione, sottolineando che il rispetto dei diritti delle minoranze è essenziale per il funzionamento dello Stato di diritto e per il percorso di adesione dell’Ucraina all’UE. Questa interrogazione mette in luce l’urgenza di soluzioni che bilancino l’integrità territoriale dell’Ucraina con il rispetto delle sue comunità minoritarie.

Identità culturale e integrazione

Sia la minoranza ungherese che quella romena affrontano la sfida di preservare la propria identità culturale in un contesto di crescenti pressioni assimilative. La legislazione ucraina, sebbene progettata per rafforzare l’unità nazionale, ha spesso creato sentimenti di alienazione tra le minoranze.

Ruolo delle organizzazioni internazionali

L’Unione Europea e il Consiglio d’Europa hanno sollecitato l’Ucraina a rispettare il livello internazionali sui diritti delle minoranze anche in vista del possibile ingresso dell’Ucarina nella UE. Tuttavia, l’attenzione internazionale è stata spesso oscurata dalla guerra in corso con la Russia, che ha costretto Kiev a concentrarsi sulla sicurezza nazionale più che sui diritti delle minoranze.

Marco Baratto

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